Ponte Vecchio è uno dei ponti più famosi del mondo, attraversato ogni giorno da migliaia di persone. Sono sicura che anche tu hai avuto modo di passarci tante volte durante il tuo soggiorno studio a Firenze o lo farai se verrai in futuro.

La sua storia, naturalmente è molto lunga, ma qui puoi trovare gli episodi più importanti e alcune curiosità.

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1. C’era una volta un ponte di legno

Ponte Vecchio è davvero il ponte più antico di Firenze.

Poco più a monte dell'attuale, in epoca romana, c’era un attraversamento dell’Arno, probabilmente una passerella in legno che permetteva di collegare Firenze all’altra sponda e alla via Cassia, una delle strade nazionali romane, che congiunge Firenze con Roma.

2. Un ponte con tre arcate: la grande novità di Taddeo Gaddi

Più volte danneggiato dalle piene, è completamente distrutto nel 1333 da una delle alluvioni più disastrose della storia.

Taddeo Gaddi, l’architetto che lo ricostruisce intorno al 1345, progetta un ponte innovativo: tre larghe campate a sesto ribassato invece di cinque a tutto sesto come tutti gli altri ponti fino a quel momento. Questa nuova soluzione (è il primo ponte del genere in Europa) permette di dare più spazio al passaggio del fiume che, in caso di piene, porta a valle detriti di ogni genere che in questo modo possono passare meglio sotto i fornici.

A guardia del ponte c’erano in origine quattro torri, ai quattro angoli, ma oggi ne resta solo una, la torre dei Mannelli.

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3. La meridiana

Per ordine del comune, sopra il nuovo ponte di Taddeo Gaddi, è sistemata una meridiana, un orologio solare. Un’iscrizione, impossibile da leggere dal basso, si riferisce all’alluvione del 1333: “Nel trentatre dopo ‘l mille trecento il ponte cadde per diluvio d’acque poi dodici anni, come al Comun piacque, rifatto fu con questo adornamento“

La meridiana è formata da una piccola colonna in marmo bianco, una mezzaluna graduata e l’ago. Non è facile individuarla oggi, ma se sei in mezzo al ponte, dove i negozi si interrompono per formare una piccola piazzetta, puoi guardare verso est e alzare gli occhi: la vedrai sopra una delle botteghe.

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4. Le botteghe dei macellai e dei fruttivendoli

Intorno alla metà del 1400 il governo di Firenze decide di spostare sul ponte il mercato della carne e della verdura in modo da tenere le strade più pulite.

I macellai (o beccai come si diceva al tempo) e i fruttivendoli potevano gettare direttamente in Arno i rifiuti della lavorazione dei prodotti e sono loro che, per avere più spazio, costruiscono le piccole e caratteristiche botteghe sospese sul fiume diventate poi una delle particolarità che hanno reso famoso il ponte.

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5. Il corridoio vasariano e le gioiellerie

Nel 1565, in occasione del matrimonio di Francesco I dei Medici (figlio del Granduca Cosimo I) con Giovanna d’Austria, Giorgio Vasari è incaricato di costruire un corridoio per unire Palazzo Pitti, nuova residenza granducale, con gli Uffizi e Palazzo Vecchio. In questo modo la famiglia Medici poteva spostarsi liberamente e senza correre rischi da una residenza all’altra.

Per realizzare questo percorso aereo, costruito in soli 5 mesi di lavori, Vasari distrugge una delle torri angolari, ma deve cedere al rifiuto della famiglia Mannelli che dice un no secco e si oppone ai Medici e al progetto del loro architetto: come si può vedere infatti, il corridoio gira intorno a alla torre dei Mannelli creando un percorso poco lineare.

Nel 1593, Ferdinando I dei Medici, fratello di Francesco I, decide di sostituire le botteghe dei macellai con quelle dei gioiellieri: non amava infatti percorrere il corridoio e sentire le voci e gli odori del mercato. Da allora il Ponte diventa un luogo molto più elegante e più consono alla nobiltà della famiglia Medici.

Al centro di Ponte Vecchio, il corridoio vasariano presenta una finestra più grande delle altre, che è stata aperta nel 1860 in occasione della visita di Vittorio Emanuele II re d’Italia e non in onore di Hitler come alcuni sostengono (http://www.marcoferri.info/2013/11/24/la-verita-sui-tre-finestroni-centrali-del-vasariano-sul-ponte-vecchio/).

Il corridoio vasariano è parte del percorso museale delle Gellerie degli Uffizi ma attualmente è chiuso per restauro e lavori di adeguamento.

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6. Il monumento a Benvenuto Cellini

Non poteva mancare, sul ponte dove ci sono alcune tra le più belle gioiellerie della città, un monumento a un grande artista, scultore e gioielliere fiorentino del Cinquecento, Benvenuto Cellini (1500-1571).

La sua opera più famosa che tutti possiamo ammirare è il Perseo, sotto la loggia di piazza della Signoria. In Francia, alla corte di Francesco I a Fontainebleu, Cellini realizza la celebre Saliera di Francesco I, un’opera di altissima oreficeria, che è tornata a fare bella mostra di sé al Kunsthistorisches Museum di Vienna, da cui era stata rubata nel 2003.

Al centro del ponte, sulla terrazza panoramica che guarda verso il ponte Santa Trinita, il suo busto è stato realizzato da Raffaele Romanelli nel 1901.

Se ti avvicini puoi notare molti lucchetti con delle scritte a pennarello sulla ringhiera a protezione del monumento. Sono simboli d’amore: le coppie scrivono le loro iniziali, si giurano amore eterno e gettano la chiave nel fiume. Sembra che questa tradizione sia nata proprio a Firenze una ventina di anni fa, con i ragazzi della vicina Accademia militare di San Giorgio alla Costa, ma attenzione, questa usanza è stata vietata dal Comune di Firenze e sono previste multe per chi viene sorpreso a farlo.

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7. Durante la seconda guerra mondiale

Un capitolo importante della storia del ponte è segnato dalla seconda guerra mondiale, soprattutto nella sua fase finale. Nel 1944 infatti, l’esercito tedesco in ritirata, per rallentare l’avanzata degli americani, distrugge tutti i ponti della città. Tutti eccetto ponte Vecchio che si salva grazie all’azione del console tedesco Gerhard Wolf. Il ponte è comunque minato e si decide di far crollare le abitazioni che si trovavano in via Por Santa Maria e in via Guicciardini, le due strade che conducono a Ponte Vecchio: in questo modo l’accesso era impossibile, ma il ponte è rimasto in piedi.

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8. Il 4 novembre 1966

Questa è la data in cui si è verificata l’ultima disastrosa alluvione dell’Arno.

Ti invito a guardare i video e le fotografie che facilmente puoi trovare su internet per capire quale è stata la portata di questo evento e i danni causati alla città e ai suoi abitanti. La forza dell’acqua che invaso il centro storico, sul ponte ha travolto anche le botteghe dei gioiellieri, ma per fortuna, l’opera architettonica di Taddeo Gaddi ha resistito anche a questa prova.

Colgo l’occasione per ringraziare tutte le persone che in quei giorni difficili sono venute a Firenze da ogni parte del mondo per aiutare i fiorentini a ripulire le strade e i monumenti. Gli angeli del fango, così sono chiamati, hanno dimostrato amore per questa città che ha la fortuna di conservare un patrimonio storico artistico di eccezionale valore che appartiene a tutta l’umanità.

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Brenda

È arrivata l’estate!

Fa caldo, il sole splende nel cielo azzurro e la voglia di andare al mare diventa sempre più grande. Così, mentre per le vie del centro storico i turisti stanno come sardine e qualche studente vorrebbe marinare la scuola per stare disteso in piscina o su una spiaggia, ho pensato di aiutarti ad andare a gonfie vele e di spiegarti alcuni modi di dire italiani che hanno origine da un contesto marinaio.

Il linguaggio figurato è una forma di comunicazione rapida che, per la sua capacità di tradurre il contenuto in immagini, prende un valore espressivo maggiore e crea un coinvolgimento anche emotivo. Il significato va oltre quello letterale e queste espressioni sono usate spesso sia in contesti di vita quotidiana che in ambiti specifici come ad esempio nel giornalismo e nella pubblicità.

Essere/stare come sardine

Se ti dico che in alta stagione i turisti a Firenze stanno come sardine intorno ai monumenti, penso che tu possa capire abbastanza bene a cosa mi riferisco. Se hai visto un branco di sardine che nuotano in mare, puoi facilmente associare quell’immagine di pesci ai gruppi di persone che si muovono insieme compatti per le vie del centro!

Capita a volte, nostro malgrado, di stare come sardine anche su un autobus, per esempio, e la sensazione non è mai troppo piacevole.

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Essere/sentirsi come un pesce fuor d’acqua

E chi non si è mai sentito come un pesce fuor d’acqua? Quando le persone con cui sei hanno modi di pensare o di vivere completamente diversi dai tuoi e non riesci a trovare un punto di comunicazione ad esempio. O forse se vai a una festa che tu credi sia formale e ti trovi ad essere l’unica/l’unico in abito elegante mentre tutti gli altri sono in ciabatte e pantaloni corti (o viceversa, naturalmente).

Essere o sentirsi come un pesce fuor d’acqua significa non sentirsi a proprio agio in una situazione o in un ambiente, così come possiamo immaginare che si senta un pesce quando non è nel suo ambiente naturale.

 

Prendere un granchio

Poiché la perfezione non è di questo mondo, dobbiamo fare sempre attenzione a non prendere un granchio. Tutti possiamo sbagliare e non c’è niente di male. Anzi, prendere un granchio può anche essere una cosa positiva se siamo capaci di imparare dai nostri errori, ammettere di averli fatti e chiedere scusa.

Sembra che l’espressione abbia origine dalla pesca con la canna, perché talvolta può capitare di prendere, al posto di un pesce, un granchio, che si attacca con le chele all’amo.

Mi raccomando: non preoccuparti se prendi un granchio mentre fai un esercizio con le preposizioni, succede a tutti gli studenti!

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Andare a gonfie vele

Quando tutto va come previsto e forse anche meglio, quando la forza del vento soffia dalla parte giusta e ci aiuta con la sua spinta a proseguire il nostro percorso, allora si dice che le cose vanno a gonfie vele.

Così, se il tuo corso di italiano va a gonfie vele significa che stai imparando bene, velocemente e senza problemi!

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Perdere la bussola

La bussola è uno strumento fondamentale per la navigazione, soprattutto in mare aperto, dove i punti di riferimento vengono a mancare. Si capisce bene allora che quando qualcuno perde la bussola non ha più l’orientamento, non ha più il controllo della situazione e a volte neanche di se stesso.

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Invertire la rotta

In mare non ci sono strade e la via che una nave percorre si chiama rotta.

Invertire la rotta significa tornare indietro, ripercorrere l’itinerario in direzione opposta. Spesso usiamo questa espressione quando vogliamo dire che ci siamo accorti che le nostre azioni non danno i risultati che ci aspettiamo. Invertire la rotta, o magari correggerla ci può aiutare a trovare una soluzione migliore.

Abbordare

Il bordo di una nave è il suo fianco, quello che la protegge dalle onde e ne permette la navigazione. Si dice a bordo quando siamo sulla nave e fuori bordo quando siamo fuori dalla nave anche se nelle immediate vicinanze.

Quando i pirati assalivano un galeone, puntavano dritto al bordo e abbordavano l’imbarcazione. L’abbordaggio può avvenire anche involontariamente, per un errore di manovre, ma non è mai così in un bar o per strada, se qualcuno si avvicina a te per parlare, conoscerti e poi magari ti chiede il numero di telefono per rivederti. Pare che tra gli uomini italiani ci siano ancora dei pirati, e che siano state avvistate anche delle piratesse!

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Essere in alto mare

Trovarsi in mezzo al mare senza vedere terra da nessun lato, ecco, questo significa essere in alto mare. Il significato concreto è facile, ma anche quello figurato si può comprendere bene: vuole dire essere ancora molto lontani dal raggiungimento di un obiettivo. In questi casi ci vuole pazienza, costanza e tenacia.

Ogni cosa ha bisogno del suo tempo, e ricordati questo proverbio latino: Roma uno die edificata non est, cioè Roma non è stata costruita  in un giorno.

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Essere sano come un pesce

Belli i pesci quando nuotano in mare! Vivaci, colorati, veloci: ecco l’immagine che abbiamo di questi animali. Gli antichi pensavano che i pesci non si ammalassero mai e fossero sempre in perfetta salute: da qui viene l’espressione essere sano come un pesce.

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Essere muto come un pesce

Nessuno ha mai sentito parlare un pesce. Nuotano, aprono la bocca ma non emettono suoni, o almeno così ci sembra. Ecco perché usiamo questa similitudine per dire che stiamo assolutamente in silenzio.

Marinare

Nei tempi antichi, quando non c’erano i frigoriferi, la conservazione del cibo durante i viaggi era particolarmente importante. Soprattutto per i viaggi in mare, perché potevano passare molti giorni prima di trovare un porto per fare rifornimento. Il verbo marinare sembra che derivi proprio dalla preparazione delle scorte per affrontare il mare: carne o pesce immersi in un liquido a base di aceto e altre spezie che ne permettevano la conservazione, davano un buon sapore e rendevano tutto più morbido e facile da mangiare.

Anche nel linguaggio degli studenti si usa questa espressione, ma con un significato diverso e ironico. Marinare la scuola significa infatti non andare a lezione, non usare un giorno, quindi in un certo senso conservarlo, metterlo da parte.

E tu, hai mai marinato la scuola?

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Essere sulla stessa barca

I naviganti di una stessa barca dividono tutto: il viaggio, il cibo, l’acqua, la fatica, il divertimento, lo spazio, il tempo, le difficoltà. Sono sulla stessa barca, nel bene e nel male e non possono cambiare le cose una volta che la barca è partita.

Essere sulla stessa barca significa proprio essere nella stessa situazione, condividere il momento nel bene e nel male.

E allora, non avere paura a parlare in italiano quando sei classe: tutti gli studenti sono sulla stessa barca e i capitani della scuola ABC sono molto bravi!  

sulla stessa barca

Continua a navigare con noi!

Buona estate

Brenda

 

Firenze si sa, è bellissima! Palazzi, chiese, sculture… l’arte è ovunque, ma se prima di perderti  tra le piccole strade e le piazze della città vuoi dare uno sguardo d’insieme, puoi scegliere uno di questi punti panoramici, o magari anche tutti!

  1. Piazzale Michelangelo

È forse il più famoso della città, meta ogni giorno di centinaia di persone, dai turisti ai fiorentini, alle coppie di sposi che scelgono questo scenario per le loro fotografie.

Realizzato dall’architetto Giuseppe Poggi nel 1869, negli anni in cui Firenze era capitale d’Italia, è una grande terrazza sulla collina sud di Firenze, sopra il quartiere di San Niccolò. È dedicato a Michelangelo Buonarroti e infatti, al centro del piazzale c’è una copia in bronzo del famosissimo David (l’originale è alla Galleria dell’Accademia) con l’Aurora, il Crepuscolo, il Giorno e la Notte, copie di sculture che Michelangelo realizzò per la Sagrestia Nuova della chiesa di San Lorenzo.

Si raggiunge facilmente a piedi dal lungarno. Basta andare a Porta San Niccolò e da lì seguire il percorso pedonale che arriva al Piazzale Michelangelo in 10/15 minuti.

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  1. San Miniato al Monte

Se hai ancora voglia di fare due passi, e te lo consiglio davvero (!) dal piazzale Michelangelo puoi salire a San Miniato al Monte, una delle più belle chiese romaniche della città.

Sali la scalinata della chiesa, ammira la facciata in marmo bianco e verde e poi voltati verso il panorama.

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  1. Giardino delle rose

Mentre torni verso Firenze, puoi fermarti al Giardino delle Rose che si trova sul lato sinistro del Piazzale Michelangelo e offre una vista “profumata” sulla città J

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  1. Cupola di Santa Maria del Fiore

463 sono i gradini che dovrai salire se vuoi goderti il panorama da 91 metri di altezza nel cuore di Firenze.

La cupola è un’opera di architettura unica al mondo, progettata da Filippo Brunelleschi e costruita tra il 1420 e il 1436.

La salita ti darà modo di passare tra le due calotte che costituiscono la struttura e di affacciarti anche all’interno della cattedrale, proprio sotto la grande superficie affrescata da Giorgio Vasari e Federico Zuccari tra il 1572 e il 1579.

Il biglietto d’ingresso costa 15 euro, vale 48 ore e dà diritto all’accesso anche al Campanile di Giotto, al Battistero, alla Cripta di Santa Reparata e al Museo dell’Opera del Duomo.

Per altre informazioni e per prenotare i biglietti www.ilgrandemuseodelduomo.it

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  1. Il campanile di Giotto

Il campanile di Giotto si trova sul lato sud della cattedrale di Santa Maria del Fiore, è alto circa 85 metri e conta 414 scalini.

Iniziato da Giotto nel 1334, e terminato da Francesco Talenti nel 1359, è interamente rivestito di marmi bianchi, verdi e rosa e decorato con bassorilievi e sculture di grande valore artistico (gli originali sono oggi conservati al Museo dell’Opera del duomo).

Il panorama sulla città e sulla cupola è molto suggestivo e potrai apprezzarlo anche dalle finestre che si aprono  lungo i fianchi.

Il biglietto d’ingresso è lo stesso della cupola, ma forse è il caso di fare le due salite in due giorni diversi J

Per altre informazioni www.ilgrandemuseodelduomo.it

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  1. La terrazza della Rinascente

Se vuoi goderti il panorama davanti a qualcosa da bere, ci sono diversi bar con vista.

Uno di questi è quello della Rinascente, in piazza della Repubblica. Basta entrare nel grande magazzino, prendere la scala mobile, salire all’ultimo piano e rilassarsi.

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  1. La terrazza della biblioteca delle Oblate

Uno dei luoghi più frequentati dagli studenti di Firenze è la biblioteca delle Oblate in via dell’Oriuolo. Si trova nell’ex convento trecentesco delle Oblate, monache che si occupavano della cura dei malati. La caffetteria è aperta il lunedì dalle 14 alle 19 e dal martedì al sabato dalle 9 alle 24 e ha una splendida vista sulla cupola del duomo.

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  1. Il caffè del verone: la terrazza del Museo degli Innocenti

Restiamo in tema di terrazze e saliamo su quella del Museo degli Innocenti in piazza Santissima Annunziata. L’edificio, progettato da Filippo Brunelleschi (lo stesso architetto della cupola del duomo) per accogliere e curare i bambini abbandonati, ospita oggi un museo molto interessante e poco frequentato che ripercorre la storia dell’istituzione e espone un buon numero di importanti opere d’arte. Per salire al caffè non è necessario visitare il museo ed è aperto tutti i giorni dalle 10 alle 19.

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  1. Il giardino Bardini

Si entra per una porta in via dei Bardi 1rosso, si paga il biglietto (che vale anche per il giardino di Boboli) e si inizia una passeggiata panoramica nel verde ma al tempo stesso nel cuore della città. È un’esperienza unica, soprattutto in aprile, quando fiorisce il glicine. Nel punto più alto della collina che ospita il giardino, c’è un piccolo caffè con vista su Firenze.

Esplora i piccoli viali, scopri il canale del drago, vai verso villa Bardini (sede della Fondazione Capucci, del Museo Annigoni e di esposizioni temporanee), godi il panorama anche da questo lato e poi esci su Costa San Giorgio e vai verso il Forte Belvedere: in questo modo puoi continuare l’itinerario fino al giardino di Boboli.

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  1. Il Forte Belvedere

Il Forte Belvedere si trova sul punto più alto della collina di Boboli. Fu progettato da Bernardo Buontalenti per il Granduca Ferdinando I de’Medici a difesa della città dalle invasioni esterne, e della famiglia da eventuali ribellioni antimedicee dei fiorentini. Con Ferdinando I si era completato il trasferimento della corte granducale a Palazzo Pitti e il Forte fa parte della cerchia muraria trecentesca da un lato ma si trova anche all’interno del giardino di Boboli, ed era quindi facilmente raggiungibile in caso di pericolo.

È un punto panoramico molto famoso e suggestivo. È aperto solo in estate in occasione di mostre temporanee o eventi.

Nel link trovi le informazioni sulle aperture e le mostre in corso http://museicivicifiorentini.comune.fi.it/fortebelvedere/

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  1. Il giardino di Boboli

Dal Forte Belvedere puoi scendere al giardino di Boboli dove si possono ammirare ancora dei punti panoramici, in particolare dalla Kaffehaus e dal giardino del Cavaliere dove potrai visitare anche il museo delle Porcellane.

Boboli è il primo esempio di giardino all’italiana, 45 ettari di parco con viali alberati, sculture e fontane, voluto dalla famiglia Medici e realizzato a partire dalla seconda metà del Cinquecento. Si può entrare anche da piazza Pitti.

Per informazioni su orari e biglietti http://www.uffizi.it/index.php?it/238/il-giardino-di-boboli

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  1. I Camminamenti di Ronda di Palazzo Vecchio

Siamo di nuovo nel cuore della città e di nuovo potrai avere una vista a 360 gradi sui monumenti del centro storico.

Palazzo Vecchio, sede del municipio di Firenze, è in parte anche museo e ti consiglio di visitarlo. Il Salone dei Cinquecento è impressionante e dalle finestre della Sala dell’Udienza e della Sala dei Gigli puoi vedere già un bello scorcio della cupola del duomo. Ma il panorama più bello si gode dai camminamenti di Ronda, nati, anche questi, a scopo difensivo: qui stavano le guardie a controllare che nessuno si avvicinasse al palazzo del governo con intenzioni bellicose. Particolarmente interessante è la vista notturna: da aprile a settembre Palazzo Vecchio è aperto anche la sera e, se vuoi, puoi anche salire sulla Torre di Arnolfo.

Informazioni per costi e orari nel link http://museicivicifiorentini.comune.fi.it/palazzovecchio/informazioni.html

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  1. Fiesole

Se non ne hai ancora abbastanza, puoi andare in piazza San Marco, prendere l’autobus numero 7 (il biglietto è in vendita in bar e tabaccherie) fino a Fiesole (ultima fermata dell’autobus).

Dalla piazza del paese puoi salire a piedi fino alla terrazza panoramica o ancora più su al piccolo convento di San Francesco. Da qui puoi vedere tutta la valle di Firenze, con il fiume e le colline che la circondano.

Altre suggestive viste sulla città si aprono tra gli alberi del parco di Montececeri, (circa 20 minuti a piedi dalla piazza di Fiesole) dove oltre alla natura e al panorama, puoi vedere anche le cave di pietra che gli scultori fiorentini usavano per le loro opere d’arte. Una curiosità: dal parco di Montececeri Leonardo da Vinci nel 1506 fece le prime prove della sua macchina volante, usando i pendii come trampolino di lancio e grazie al coraggio di Tommaso Masini che si lanciò nel vuoto volando per oltre mille metri!

Il parco è sempre aperto e a ingresso gratuito. Altre informazioni e percorsi nel link http://www.provincia.fi.it/sentieri/scheda/area/apfi01/?cHash=039e4e90e1da15e4d3a8db9dc316df5c

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Bene, questi sono “solo” 13 punti panoramici ma ce ne sono altri, naturalmente! Ti aspettiamo a Firenze per scoprirli insieme.

Brenda

Una piccola moneta tutta d’oro -  a 24 carati – dal peso di circa 3,5 grammi.  Firenze, nel 1252, crea una valuta destinata a dominare, incontrastata, su tutti i mercati del tempo per molti anni: il FIORINO.

La Firenze del XIII secolo è in piena crescita: siamo al tempo di Dante e Giotto e – nonostante le terribili lotte tra guelfi e ghibellini – la città è riuscita a trovare una maggioranza di governo stabile basata su una classe nuova e in ascesa, quella dei grandi mercanti del Popolo.  Non sono nobili ma sono molto ricchi e producono lavoro e ricchezza: commercianti e banchieri, piccoli e grandi artigiani; hanno accesso al potere attraverso le corporazioni di lavoratori cittadine, le ‘Arti’.

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In questo secolo nascono anche la maggior parte dei monumenti che ancora oggi i turisti vengono ad ammirare, frutto della crescente ricchezza: la nuova cattedrale di Santa Maria del Fiore, le grandi chiese di Santa Croce e Santa Maria Novella, i nuovi palazzi di governo come quelli del Capitano del Popolo (Bargello) e dei Priori (Palazzo Vecchio).

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La popolazione fiorentina aumenta così tanto nella seconda metà del XIII secolo, che sono necessarie nuove e assai più grandi mura cittadine: alla fine del 1200 si contano infatti più di 100.000 abitanti dentro alla città, un vero e proprio record per il Medioevo.

Una città così grande, con un’economia in continua espansione, necessita di una valuta forte e sicura con cui commerciare: il fiorino viene per la prima volta coniato nel 1252. E’ una piccola moneta d’oro a 24 carati, dal peso di circa 3,5 grammi. Sul davanti porta il giglio (iris), simbolo della città, sul retro l’immagine del santo più popolare a Firenze, il patrono: san Giovanni Battista.

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San Giovanni Battista, celebrato il 24 giugno, è ritratto non solo come protettore di Firenze, ma anche e soprattutto a ‘garanzia’ dell’autenticità della moneta. Del santo cugino di Gesù, i fiorentini apprezzano le doti di ‘moralizzatore’ e ‘predicatore’ contro chi si comporta in maniera scorretta.  Anche i falsari, dunque, devono stare attenti: “San Giovanni non vuole inganni”, recita un antico detto fiorentino ancora oggi popolarissimo. La punizione per i falsari era spesso la pena di morte.

Da quando il Fiorino entra in uso, si afferma subito sul mercato europeo, mediorientale e nordafricano, diventando così la moneta più usata del periodo, soprattutto per le grandi operazioni finanziarie.

Con il fiorino d’oro, infatti, non si andava a fare la spesa. Il suo valore potrebbe equivalere a circa 150 euro di oggi, quindi si usava solo per grandi acquisti e grandi prestiti. Lo sapete quanti fiorini d’oro, a metà del Trecento, prestano i banchieri fiorentini al re d’Inghilterra Edoardo III? Circa 600.000, che non saranno mai restituiti.

Per gli acquisti più modesti viene creato il fiorino d’argento (un ventesimo del fiorino d’oro), e il fiorino di rame (detto anche fiorino nero). Per fare un fiorino d’oro, nel Trecento, ci vogliono circa 240 fiorini di rame. Con questo si poteva fare la spesa!

Per vedere ancora oggi dove nasceva fisicamente il fiorino, andate sul Lungarno della Zecca Vecchia, tra l’Arno e piazza Piave: davanti a voi – e in mezzo al traffico dei viali – noterete, solitaria, una torre antica. È la torre della Zecca (il luogo dove si coniavano le monete), che sorge vicino al fiume proprio perché era la forza dell’acqua ad azionare i meccanismi dei macchinari che fabbricavano le monete.

Il successo del fiorino è incontrastato nei secoli XIII e XIV, ma anche nel Quattrocento era molto usato, specialmente dalle nostre parti. Immaginatevi quindi Dante, Giotto, ma anche Botticelli, Michelangelo e Leonardo pagare ed essere pagati in fiorini. Si parla ancora di fiorini al tempo dei primi Medici, mentre è con la fine della Repubblica fiorentina, e l’inizio del Ducato dei Medici a metà Cinquecento, che la moneta perde importanza.

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 Anche nel divertentissimo film ‘Non ci resta che piangere’ (1984),  diretto e interpretato da Roberto Benigni e Massimo Troisi, si parla del ‘fiorino’. La storia è infatti ambientata in un villaggio toscano, nel 1492, dove i due protagonisti si trovano – loro malgrado - dopo un viaggio nel tempo.  Una delle scene più memorabili, che ha fatto sorridere generazioni di italiani, è proprio quella in cui si parla del mitico… Fiorino https://www.youtube.com/watch?v=G2DMxu6aA8Q

Maria Serena Balestracci

 

Tante, tantissime sono le leggende e le curiosità sulla storia di Firenze. Passeggiando per le strade, se riusciamo a distogliere gli occhi e l’attenzione dai monumenti maggiori, non è difficile trovare lapidi, segni, piccole sculture o altre particolarità che ci portano indietro nel tempo.

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Questo piccolo profilo, scolpito sulla pietra forte della facciata di un palazzo è stato eseguito, secondo la tradizione, da un graffitaro d’eccellenza: Michelangelo Buonarroti.

Il grande artista fiorentino, con scalpello e mazzuolo in mano, stava andando a lavorare su una delle sue opere di scultura, quando un uomo gli si è avvicinato per raccontargli alcuni fatti che Michelangelo trovava piuttosto noiosi.

Più delle chiacchiere, deve aver trovato invece interessante il profilo del suo importuno interlocutore, e si dice l’abbia scolpito stando appoggiato al muro e con le mani dietro la schiena mentre fingeva di ascoltarlo.

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Secondo un’altra versione della leggenda quello sarebbe invece il profilo di un condannato a morte che Michelangelo ha visto passare in piazza e che ha voluto fermare su quelle pietre, colpito dall’espressione dell’uomo che andava a morire.

Adesso resta solo da svelare l’ultimo mistero: il palazzo in questione è palazzo Vecchio!

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E una raccomandazione: tu, non farlo!!

Se vuoi conoscere questa e altre leggende fiorentine vieni con noi e partecipa al programma delle attività integrative del pomeriggio: c’è sempre qualcosa di interessante da scoprire!

Brenda.

Se hai la fortuna di andare presto a Firenze, ecco 17 cose che si deve assolutamente fare quando si è lì. La maggior parte di queste cose sono budget-friendly oppure sono gratis quindi sono perfette se sei uno studente e vuoi viaggiare senza spendere tanti soldi.

1)  Siediti sul Ponte Santa Trinita e apprezza il Ponte Vecchio

Dopo aver camminato sul ponte, ammirando tutti i gioielli nelle piccole vetrine dei negozi, cammina verso il prossimo ponte, il Ponte Santa Trinita per avere una vista bellissima del famoso punto di riferimento. È l'unico ponte che non è stato distrutto dai Tedeschi nella seconda guerra mondiale!

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2) E dopo, girati e goditi l’altro aspetto, soprattutto quando c’è un tramonto

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3) Sali al Piazzale Michelangelo

È una lunga passeggiata con molte scale, ma sicuramente è fattibile e la vista è incredibile. Se vai in estate assicurati di portare l’acqua con te perché fa molto molto caldo. La parte migliore: è gratis!

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4) Mangia All'Antico Vinaio

È una delle più famose e deliziose paninoteche di Firenze. A una media di 5 euro è molto economico e i panini sono onestamente grandissimi, non avrai fame per un bel po’ di tempo!

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5) Mangia il gelato

È incredibile, ma assicurati di stare alla larga delle trappole per i turisti - evita qualsiasi cosa con vasche che traboccano di gelato e di evita luoghi che hanno sapori strani come il puffo …

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6) Assaggia la famosa Bistecca alla Fiorentina

È un enorme, denso filetto di bistecca che viene normalmente condiviso tra due persone ed è servito quasi al sangue !

7) Vai a una partita di calcio

Una mia amica è andata a vedere l’ ACF Fiorentina e mi ha detto che l'atmosfera era incredibile. Se ti piace il calcio, vai!

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8) Sali sulla Cupola per un’altra vista della città e prova a vedere i monumenti

I biglietti sono € 15, ma includono l'ingresso a molti monumenti diversi, ad esempio la Cattedrale, il Duomo (cupola), il Battistero, il Campanile, la cripta e il museo. I biglietti sono validi per 48 ore così non c'è bisogno di fare tutto quanto nello stesso giorno. 

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9) Vai alla Galleria degli Uffizi e apprezza alcune delle opere d'arte più famose del mondo

Ad esempio "La Primavera" e "La nascita di Venere" di Botticelli, e anche l’unico dipinto su tavola di Michelangelo che si chiama "Tondo Doni".

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10) Fai l’aperitivo

Questo è un fantastico (ed economico!) modo per avere una bevanda e un buffet illimitato per la cena. Due dei miei preferiti sono Tamerò pasta bar in Santo Spirito e Caffè Letterario, che si trova in una vecchia prigione. Le due costano meno di 10 euro!

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11) Visita il David alla Galleria dell'Accademia

E ammira quanto è bello! Il museo è uno dei più visitati di Firenze e la coda è lunga, quindi prenota i biglietti online, oppure vai con la scuola ABC. 

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12) Vai al Palazzo Pitti

È il palazzo rinascimentale che fu sede della potente famiglia dei Medici e poi utilizzato come base di potere da Napoleone. È necessario pagare ma i biglietti sono gratis la prima domenica di ogni mese quindi vi suggerisco di andare a quel tempo. Le sale sono assolutamente incredibili - ci sono andata due volte!

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13) Visita i Giardini di Boboli

Se hai visto “Inferno”, alcune delle riprese sono state fatte qui ed è il giardino attraverso il quale Robert e Sienna fuggono. Ancora una volta, si deve pagare, ma la prima domenica di ogni mese è gratis.

 

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14) Assaggia il caffè italiano vero

Un grande passo falso in Italia è di bere un cappuccino con o dopo il pranzo. Fondamentalmente, in qualsiasi momento dopo la prima colazione. Ordina un espresso tradizionale e bevilo in piedi invece di sederti per evitare di pagare un sacco di soldi (salvo che si vada alla Ditta Artigianale). Vai da Gilli per gli interni più belli e alla Ditta per il caffè più buono. 

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15) Vai al mercato San Lorenzo

Cerca di ottenere alcuni reperti unici... Hanno di tutto: souvenir da portare a casa, molte cose in diverse varietà di pelle e tanto cibo. Concediti una pausa e una passeggiata per godere dell’atmosfera.

16) Vai in Piazza Santo Spirito di notte e goditi l’ambiente

È una delle piazze più animate di Firenze, che può attrarre alcuni personaggi interessanti e particolari, ma è onestamente una delle mie preferite. È sempre così piena di gente e di solito c'è qualcuno che suona qualcosa con una chitarra - l’amo sinceramente ! Prendi una pizza da Gusta Pizza e siediti in piazza con i tuoi amici.

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17) Look out for l'Arte sa Nuotare

Dappertutto a Firenze c'è un artista che ha preso famosi dipinti e persone e gli ha messo la maschera e il boccaglio - ho sempre amato scoprire un nuovo dipinto mentre camminavo per la città.

Firenze è così piena di arte di strada, quindi quando si passeggia per la città non distrarti a inviare SMS con il tuo cellulare, GUARDA veramente.

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Alessandra

Per leggerlo in inglese: http://www.diaryofanexpatgirl.com/2017/02/must-do-things-florence-tips.html

 

 

 

 

 

 

 

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Un’iris rossa in campo bianco è il simbolo della città di Firenze, fondata dai romani nel 59 avanti Cristo lungo le rive del fiume Arno, in una zona dove crescevano (e crescono) spontanei questi eleganti fiori. Le più comuni che si possono ancora trovare passeggiando per le colline nei dintorni della città sono viola pallido e viola scuro. L’iris fiorentina, bianca con leggere venature azzurre, oggi è più rara ma un tempo era molto diffusa.

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Firenze dunque è da sempre legata a questo fiore e, dal 1954 la Società Italiana dell’Iris, in collaborazione con il Comune, organizza un concorso internazionale che premia le migliori varietà di tutto il mondo.

Il giardino dell’Iris ne raccoglie oltre 3000 e ogni anno si arricchisce di nuovi bulbi, creando così uno spettacolo di colori unico al mondo. Naturalmente, in onore del simbolo di Firenze, un premio speciale va alla più bella iris rossa.

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Se sei a Firenze in maggio dovresti senz’altro visitarlo: il giardino è aperto solo in questo mese, perché questo è il periodo di fioritura dell’iris, ed è a ingresso gratuito.

Per arrivarci a piedi puoi passeggiare lungo la riva sinistra dell’Arno (in Oltrarno) fino a Porta San Niccolò e poi da lì salire per circa 10/15 minuti, seguendo il percorso pedonale che ti porterà  al piazzale Michelangelo, uno dei punti panoramici più famosi della città.

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Il giardino si trova sul versante est (se guardi verso Firenze è sulla destra), ed è aperto fino al 20 maggio con orario 10:00 – 13:00 e 15:00 – 19:30 dal lunedì al venerdì; il sabato e la domenica con orario continuato dalle 10:00 alle 19:30.

Potrai godere di uno splendido panorama in mezzo a migliaia di fiori colorati!

Per maggiori informazioni http://www.irisfirenze.it/giardino.htm 

Brenda

Qui comincia l’avventura del Signor Bonaventura…

Così iniziavano tutte le storie di un fumetto che è stato stampato per la prima volta 100 anni fa, nel 1917, sul Corriere dei Piccoli dalla penna di Sergio Tofano. Famosissimo tra gli italiani che sono stati bambini nel secolo scorso e molto meno tra quelli di oggi, il signor Bonaventura è un uomo buono e ingenuo ma ha la fortuna sempre dalla sua parte.

Forse sarà perché quando ero piccola leggevo quei fumetti, o forse sarà per invocare la buona sorte, ma il signor Bonaventura mi viene sempre in mente quando inizio qualcosa di nuovo e allora vi dico:

Qui comincia l’avventura e invito tutti alla lettura del nostro nuovissimo ABC blog!