Ponte Vecchio: breve storia di un ponte antico tra curiosità e leggende

Ponte Vecchio è uno dei ponti più famosi del mondo, attraversato ogni giorno da migliaia di persone. Sono sicura che anche tu hai avuto modo di passarci tante volte durante il tuo soggiorno studio a Firenze o lo farai se verrai in futuro.

La sua storia, naturalmente è molto lunga, ma qui puoi trovare gli episodi più importanti e alcune curiosità.

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1. C’era una volta un ponte di legno

Ponte Vecchio è davvero il ponte più antico di Firenze.

Poco più a monte dell'attuale, in epoca romana, c’era un attraversamento dell’Arno, probabilmente una passerella in legno che permetteva di collegare Firenze all’altra sponda e alla via Cassia, una delle strade nazionali romane, che congiunge Firenze con Roma.

2. Un ponte con tre arcate: la grande novità di Taddeo Gaddi

Più volte danneggiato dalle piene, è completamente distrutto nel 1333 da una delle alluvioni più disastrose della storia.

Taddeo Gaddi, l’architetto che lo ricostruisce intorno al 1345, progetta un ponte innovativo: tre larghe campate a sesto ribassato invece di cinque a tutto sesto come tutti gli altri ponti fino a quel momento. Questa nuova soluzione (è il primo ponte del genere in Europa) permette di dare più spazio al passaggio del fiume che, in caso di piene, porta a valle detriti di ogni genere che in questo modo possono passare meglio sotto i fornici.

A guardia del ponte c’erano in origine quattro torri, ai quattro angoli, ma oggi ne resta solo una, la torre dei Mannelli.

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3. La meridiana

Per ordine del comune, sopra il nuovo ponte di Taddeo Gaddi, è sistemata una meridiana, un orologio solare. Un’iscrizione, impossibile da leggere dal basso, si riferisce all’alluvione del 1333: “Nel trentatre dopo ‘l mille trecento il ponte cadde per diluvio d’acque poi dodici anni, come al Comun piacque, rifatto fu con questo adornamento“

La meridiana è formata da una piccola colonna in marmo bianco, una mezzaluna graduata e l’ago. Non è facile individuarla oggi, ma se sei in mezzo al ponte, dove i negozi si interrompono per formare una piccola piazzetta, puoi guardare verso est e alzare gli occhi: la vedrai sopra una delle botteghe.

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4. Le botteghe dei macellai e dei fruttivendoli

Intorno alla metà del 1400 il governo di Firenze decide di spostare sul ponte il mercato della carne e della verdura in modo da tenere le strade più pulite.

I macellai (o beccai come si diceva al tempo) e i fruttivendoli potevano gettare direttamente in Arno i rifiuti della lavorazione dei prodotti e sono loro che, per avere più spazio, costruiscono le piccole e caratteristiche botteghe sospese sul fiume diventate poi una delle particolarità che hanno reso famoso il ponte.

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5. Il corridoio vasariano e le gioiellerie

Nel 1565, in occasione del matrimonio di Francesco I dei Medici (figlio del Granduca Cosimo I) con Giovanna d’Austria, Giorgio Vasari è incaricato di costruire un corridoio per unire Palazzo Pitti, nuova residenza granducale, con gli Uffizi e Palazzo Vecchio. In questo modo la famiglia Medici poteva spostarsi liberamente e senza correre rischi da una residenza all’altra.

Per realizzare questo percorso aereo, costruito in soli 5 mesi di lavori, Vasari distrugge una delle torri angolari, ma deve cedere al rifiuto della famiglia Mannelli che dice un no secco e si oppone ai Medici e al progetto del loro architetto: come si può vedere infatti, il corridoio gira intorno a alla torre dei Mannelli creando un percorso poco lineare.

Nel 1593, Ferdinando I dei Medici, fratello di Francesco I, decide di sostituire le botteghe dei macellai con quelle dei gioiellieri: non amava infatti percorrere il corridoio e sentire le voci e gli odori del mercato. Da allora il Ponte diventa un luogo molto più elegante e più consono alla nobiltà della famiglia Medici.

Al centro di Ponte Vecchio, il corridoio vasariano presenta una finestra più grande delle altre, che è stata aperta nel 1860 in occasione della visita di Vittorio Emanuele II re d’Italia e non in onore di Hitler come alcuni sostengono (http://www.marcoferri.info/2013/11/24/la-verita-sui-tre-finestroni-centrali-del-vasariano-sul-ponte-vecchio/).

Il corridoio vasariano è parte del percorso museale delle Gellerie degli Uffizi ma attualmente è chiuso per restauro e lavori di adeguamento.

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6. Il monumento a Benvenuto Cellini

Non poteva mancare, sul ponte dove ci sono alcune tra le più belle gioiellerie della città, un monumento a un grande artista, scultore e gioielliere fiorentino del Cinquecento, Benvenuto Cellini (1500-1571).

La sua opera più famosa che tutti possiamo ammirare è il Perseo, sotto la loggia di piazza della Signoria. In Francia, alla corte di Francesco I a Fontainebleu, Cellini realizza la celebre Saliera di Francesco I, un’opera di altissima oreficeria, che è tornata a fare bella mostra di sé al Kunsthistorisches Museum di Vienna, da cui era stata rubata nel 2003.

Al centro del ponte, sulla terrazza panoramica che guarda verso il ponte Santa Trinita, il suo busto è stato realizzato da Raffaele Romanelli nel 1901.

Se ti avvicini puoi notare molti lucchetti con delle scritte a pennarello sulla ringhiera a protezione del monumento. Sono simboli d’amore: le coppie scrivono le loro iniziali, si giurano amore eterno e gettano la chiave nel fiume. Sembra che questa tradizione sia nata proprio a Firenze una ventina di anni fa, con i ragazzi della vicina Accademia militare di San Giorgio alla Costa, ma attenzione, questa usanza è stata vietata dal Comune di Firenze e sono previste multe per chi viene sorpreso a farlo.

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7. Durante la seconda guerra mondiale

Un capitolo importante della storia del ponte è segnato dalla seconda guerra mondiale, soprattutto nella sua fase finale. Nel 1944 infatti, l’esercito tedesco in ritirata, per rallentare l’avanzata degli americani, distrugge tutti i ponti della città. Tutti eccetto ponte Vecchio che si salva grazie all’azione del console tedesco Gerhard Wolf. Il ponte è comunque minato e si decide di far crollare le abitazioni che si trovavano in via Por Santa Maria e in via Guicciardini, le due strade che conducono a Ponte Vecchio: in questo modo l’accesso era impossibile, ma il ponte è rimasto in piedi.

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8. Il 4 novembre 1966

Questa è la data in cui si è verificata l’ultima disastrosa alluvione dell’Arno.

Ti invito a guardare i video e le fotografie che facilmente puoi trovare su internet per capire quale è stata la portata di questo evento e i danni causati alla città e ai suoi abitanti. La forza dell’acqua che invaso il centro storico, sul ponte ha travolto anche le botteghe dei gioiellieri, ma per fortuna, l’opera architettonica di Taddeo Gaddi ha resistito anche a questa prova.

Colgo l’occasione per ringraziare tutte le persone che in quei giorni difficili sono venute a Firenze da ogni parte del mondo per aiutare i fiorentini a ripulire le strade e i monumenti. Gli angeli del fango, così sono chiamati, hanno dimostrato amore per questa città che ha la fortuna di conservare un patrimonio storico artistico di eccezionale valore che appartiene a tutta l’umanità.

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Brenda