Avete incontrato gli insegnanti della scuola ABC durante le lezioni, il personale in segreteria, però fino a che punto li conoscete?

Questa settimana, parliamo con Luisa della sua esperienza alla scuola ABC. È sicuro che l’avete vista in segreteria, sempre disponibile per le vostre domande. Scopriamo la sua storia alla scuola ABC!

Di dove sei in Italia, Luisa?

Io sono di Firenze e vivo qui da sempre.

Da quando lavori alla scuola ABC?

Sono venuta alla scuola nel 1985 e dopo 5 anni nel 1990 sono entrata nella società della scuola.

Che cosa hai fatto prima di insegnare alla scuola ABC?

È una lunga storia! Prima di venire alla scuola ho preso il diploma di disegno anatomo-chirurigico, un ambito lontano dall’insegnamento in effetti. All’inizio quindi lavoravo come illustratrice per alcune delle più grandi case editrici italiane. È stato solo quando mia sorella mi ha chiesto di insegnare italiano (soprattutto per il linguaggio specifico medico) agli studenti di medicina che ho cominciato a insegnare! So che non è un percorso normale per diventare insegnante!

Quindi la scuola è stata fondata grazie a lei?

Mia sorella Margherita e suo marito Marco hanno fondato la scuola nel 1982. ‘La scuola’ ha cominciato l’attività in una piccola stanza universitaria con solo un po’ di pubblicità! Poi l’insegnamento era fatto anche in un circolo ricreativo culturale in piazza dei Ciompi con qualche stanza presa in affitto, dopo ci siamo spostati in Borgo Pinti 38. Dal 1990 al 1993 siamo stati in via Carducci 3 e finalmente nel 1993 ci siamo trasferiti nella scuola che voi conoscete oggi in Via dei Rustici 7. 

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Devo chiederti… perché ti piace lavorare alla scuola ABC?

Mi piace moltissimo vedere il progresso degli studenti, che è sempre grande.

Che cosa fai nel tuo tempo libero?

Amo disegnare e dipingere [Assicuratevi di guardare i disegni di Luisa nelle classi e nel corridoio a scuola, sono belli! Ndr.] Però mi piace anche leggere e cucinare, soprattutto i dolci, ma in verità cucino di tutto!

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Qual è il tuo posto preferito in Italia? E perché?

Devo dire la Toscana... perché c’è veramente tutto: fiume, mare, campagna, e l’elenco potrebbe continuare! Resto in questa bella regione anche per le mie vacanze, ne sono veramente innamorata! Se dovessi scegliere un altro posto, direi il Veneto per la sua bellezza.

Se non fossi insegnante, che cosa vorresti fare?

Di sicuro, sarei un medico perché mi è sempre piaciuto.

La nostra ultima domanda, qual è la tua parola italiana preferita?

Per il suono, direi “mentre” oppure “durante”, ma quello che io non sopporto è l’uso della parola “roba” al posto di “cosa”. 

 

Jessica

Avete incontrato gli insegnanti della scuola ABC durante le lezioni e il personale in segreteria, però fino a che punto li conoscete?

Questa settimana, parliamo con Serena B a proposito della sua esperienza alla scuola ABC, quali sono le sue esperienze precedenti e inoltre che cosa preferisce fare nel suo tempo libero.

Perché hai scelto di insegnare italiano?

Ho scelto di insegnare italiano perché posso mettere insieme tutto quello che mi piace fare. Insegnare qui, non è il primo lavoro che ho fatto nella mia vita. Ho anche una buona conoscenza delle lingue straniere, ho imparato all’Università inglese, tedesco e francese. Tutte le mie esperienze mi aiutano in questo lavoro!

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Ma dimmi Serena, che cosa hai fatto prima di essere insegnante?

Dopo l’università e il mio dottorato, ho lavorato come ricercatrice storica per 5 anni, e con il mio amore per la storia e l’arte, sono diventata guida turistica. Come ti ho detto prima, tutto questo mi rende più facile il lavoro di insegnante soprattutto a Firenze, una città piena di cultura.

Quando hai cominciato a lavorare alla scuola ABC?

Ho cominciato nel 2009, quindi sono già passati 8 anni.

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E perché ti piace lavorare qui?

Perché c’è veramente un ambiente favoloso alla scuola, che è molto raro. Vado d’accordo con tutti, dai miei colleghi alla direzione, agli studenti che vengono a scuola. Mi piace tanto la diversità delle nazionalità degli studenti. Insomma, non mi annoio mai!

Che cosa fai nel tuo tempo libero?

Soprattutto la musica, io suono la chitarra come alcuni di voi hanno sentito a scuola, ma canto anche in una band. Piacendomi l’arte, vado spesso ai musei che sono tanti a Firenze.

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Dov’è il tuo posto preferito in Italia?

A Firenze, direi che l'Oltrarno sia la mia zona preferita perché abbraccia lo spirito di Firenze che è ancora vivo.  

E la nostra ultima domanda, qual è la tua parola italiana preferita?

Mi piace il verbo ‘Arrangiarsi’ perché riflette proprio lo spirito degli italiani!

 

Grazie Serena! 

Jessica

Prima di venire in Italia con l’ABC quasi non sapevo niente d'italiano e ancora meno della cultura e l'arte toscana, ma dopo solo due settimane posso dire che la situazione è molto diversa.

Mi chiamo Victor, sono spagnolo di Madrid e ho diciassette anni. Da sempre mi è piaciuto imparare le lingue perché credo che sia importante potere comunicare con tutto il mondo. Dopo aver studiato il portoghese e il francese, l'italiano era il prossimo. Adoro la pittura e l’architettura italiana anche il cibo e le città italiane, allora decidermi per studiare l'italiano è stato facile, e, sorprendentemente, anche impararlo è stato facile.

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 Grazie, senza dubbio, all’aiuto e al supporto continuo dei professori della scuola ABC. In gruppi di meno di 8 persone e con professoresse e professori molto qualificati ho potuto imparare velocemente la grammatica e le eccezioni della lingua italiana. Ma non solo ci sono state le lezioni di grammatica, anche la pratica nell’ora di conversazione mi ha aiutato molto. In queste lezioni la professoressa Serena B, ci ha fatto parlare di temi diversi e d’attualità che mi hanno dato un contesto molto importante della cultura e delle tradizioni italiani. Anche abbiamo cantato canzoni come “Occidentali’s Karma” con la chitarra di Serena.

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Il pomeriggio facciamo attività molto diverse, per esempio, guardiamo i film, visitiamo i musei fiorentini e facciamo il tipico aperitivo italiano! Cosi è impossible annoiarsi!

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Ho conosciuto persone di ogni paese, svizzeri, tedeschi, francesi, brasiliani, montenegrini… e ho potuto praticare il mio italiano con tutti! Ho fatto amici per tutta la mia vita e ho passato momenti indimenticabili.

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La scuola ABC è stata con me ogni passo del mio apprendimento dell’italiano. Comunque, sempre mi sono sentito libero e aperto a Firenze e ai fiorentini! La cultura, la politica, le tradizioni, l’economia, la storia, la letteratura e, soprattutto, la lingua italiana mai sono state più facile da imparare. Grazie a tutti professori, studenti e segretarie! Grazie per questo viaggio e per questa magnifica esperienza!

Testo di Victor Arribas, studente di international Baccalaureate a Madrid.

Sei appena arrivato a Firenze e hai voglia di un gelato nel paese dove è nato? A Firenze ci sono tante gelaterie tra cui scegliere: leggi il consiglio dei nostri studenti per decidere dove dovresti andare.

Gelateria dei Neri - Via dei Neri, 9/11

Una vasta gamma di gusti, opzioni senza latte e prezzi economici, a partire da €1.80.

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Marieke (Orlanda) :

‘Vi consiglio di andare alla Gelateria dei Neri. Mi è molto piaciuto questo posto perché il gelato era buono, il personale era gentile e sopratutto è molto vicino alla scuola ABC.’

Victor (Spagna) :

‘A Firenze tra i musei e le chiese, ci sono moltissime gelaterie per salvarti del caldo. Il mio gelato fiorentino preferito è il gusto ‘Il moretto di Via dei Neri’ alla gelateria dei Neri: una specialità che devi provare!’

 

Gelateria Mordilatte - Via dei Servi, 10r

Situato molto vicino al Duomo, mangia il tuo gelato con una vista spettacolare.

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Yasmine (Egitto)

‘Vorrei raccomandare la gelateria Mordilatte perché mi è piaciuto moltissimo il gusto di crema catalana!’

 

Gelateria Carraia - Piazza Nazario Sauro, 25/r

Vicino al ponte alla Carraia, ottima scelta di gusti e solo €1 a gusto.

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Regina (Svizzera)

‘Mi è piaciuta molto la Gelateria Carraia perché era situata vicino a me e c’erano 3-4 gusti che esitono solo in questa gelateria. Detto questo, tutti gli altri gusti erano anche buoni!’

 

Gelateria Vivaldi - Via dei Renai, 15

Situato sull’altro lato dell’Arno a San Niccolò, offre tanti gelati vegani.

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Katja (Svizzera)

‘Vi consiglio di andare alla Gelateria Vivaldi perché c’è una grande varietà di gelati deliziosi!’

 

Festival del Gelato - Via del Corso 75/r

Una gelateria molto centrale, molto vicino a Piazza della Repubblica.

Robin (Svizzera)

‘Quando sono andata alla Gelateria Festival del Gelato, ho visto che offrivano tanti gelati sopratutto quelli di frutta. Vi consiglio di andarci!’

 

Grazie mille a tutti coloro che hanno contributo!

Jess

Il gelato è uno dei “gioielli” della cucina italiana, uno degli alimenti più famosi del mondo e il più amato in estate.

Non ci pensiamo quando lo mangiamo, quando ci perdiamo nella sua cremosità e nei suoi tantissimi gusti diversi, ma il gelato ha una storia lunga (e spesso controversa) che comincia molto, molto tempo prima dell’invenzione del frigorifero.

frutta gelata

L’antichità

In effetti il problema della conservazione del ghiaccio sembra che sia già stato risolto intorno al 500 avanti Cristo in Cina e tra le civiltà del Mediterraneo.

Gli antichi romani, gli egizi e i babilonesi refrigerano succhi di frutta, mentre Plinio il Vecchio racconta che i greci preparano bevande dissetanti con limone, miele, succo di melagrana, neve o ghiaccio finemente tritato, qualcosa di molto simile al sorbetto.

limoni ghiacciati

Nel Medioevo

Nel 476 dopo Cristo, cade l’Impero romano e inizia il Medioevo.

La distanza e le vicissitudini storiche fatte di invasioni e guerre fanno perdere in occidente la memoria di quelle cose così buone fino a quando, grazie soprattutto ai rapporti commerciali della Sicilia con il mondo arabo, il sorbetto (dall’arabo sharba che significa bibita fresca) riconquista di nuovo i nostri palati. I pasticceri siciliani, con la loro maestria e fantasia lo perfezionano e si diffonde così in Italia e in Europa.

sorbetto

Nel Rinascimento

Alla corte dei Medici a Firenze, all’inizio del ‘500 si fa una competizione di cucina dal tema “Il piatto più singolare che si sia mai visto”. Vince un venditore di polli, di nome Ruggeri che inventa “il ghiaccio all’acqua inzuccherata e profumata”, un dolcetto gelato che diventa subito famoso in città.

Nel 1533 Caterina dei Medici sposa il futuro re di Francia Enrico d’Orleans e si trasferisce a Parigi. Tra le persone della corte che la seguono c’è anche Ruggeri, per specifica volontà di Caterina che non si fidava dei cuochi francesi. Come possiamo immaginare, il dolcetto gelato conquista subito Parigi ma il pollivendolo fiorentino si attira anche le invidie dei cuochi locali. Dopo aver subito un agguato in cui è picchiato e derubato, decide di rientrare a Firenze. Nella lettera di congedo a Caterina scrive anche la ricetta del suo famoso dolce e ritorna alla sua vita semplice e ai suoi polli.

matrimonio caterina

Bernardo Buontalenti (1531-1608)

A Firenze nel Rinascimento gli artisti si occupano spesso delle decorazioni delle strade e della città in occasione di feste importanti.

Bernardo Buontalenti, architetto, scultore, ingegnere militare, a cui si deve tra l’altro la progettazione del Forte Belvedere, ha anche una grande passione per la cucina.

A un banchetto presenta un dessert a base di latte, zucchero, uova, miele e vino e progetta anche una macchina per poterlo refrigerare. Nasce così la crema Buontalenti: per la prima volta si possono gelare anche le materie grasse come uova e latte e il sapore della crema gelato diventa più ricco, più gustoso e più rotondo.

La crema Buontalenti è ancora presente, anche se con qualche modifica, in alcune gelaterie fiorentine.

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Intanto a Parigi

Intanto Parigi non dimentica gli insegnamenti di Ruggeri e nel 1686 un siciliano, Francesco Procopio de’ Coltelli, apre il primo caffè-gelateria. Si possono gustare le acque gelate (antenate delle odierne granite), il sorbetto alla fragola, “i fiori di anice” e “i fiori di cannella” simili ai gelati alla frutta che conosciamo.

Oltreoceano

Nel 1777 un altro italiano, Filippo Lenzi, è il primo ad aprire una gelateria negli Stati Uniti, mentre il caffè e il cioccolato provenienti dalle terre d’Oltreoceano arricchiscono di nuovi gusti le creme gelato europee.

Il cono gelato si deve a un italiano residente a New York, Italo Marchioni, che inizia a usarlo già dal 1896 e lo brevetta nel 1904. Secondo un'altra versione invece, il gelato da passeggio nasce nel 1904 durante l’Esposizione Mondiale di Saint Luis quando un gelataio statunitense, dopo aver finito le coppette, decide di utilizzare dei wafer presi da un banco vicino.

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La Piramide del Parco delle Cascine a Firenze

Nel Parco delle Cascine, vicino alla piscina delle Pavoniere, puoi vedere una piccola piramide. È alta circa dieci metri ed è stata progettata da Giuseppe Manetti nel 1796 per il Granduca Ferdinando III Lorena. Non ha una funzione decorativa ma pratica: è un’antica ghiacciaia per la conservazione degli alimenti.

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A questo punto non resta che prendere un buon gelato in una delle tante gelaterie fiorentine. Buon appetito! :) 

Brenda

 

10 cose che vi consiglio di fare per la gita perfetta di un giorno da Firenze

Questo fine settimana, potete andare con la scuola ABC a Siena. Forse non avete considerato molto questa piccola città, ma sono qui per dirvi perché dovreste andarci finché siete a Firenze.

Dopo aver fatto il mio Erasmus a Siena negli ultimi quattro mesi, ho imparato a conoscere e amare questa piccola città in Toscana. È un luogo peculiare dove si fa un salto indietro di 500 anni di storia. È diversa da Firenze in tanti modi, non solo più piccola e più intima, ma anche c’è un forte senso di appartenenza ad una comunità locale.

Allora quale sono le cose da non perdere nella città?

1. Piazza del Campo

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La famosa Piazza del Campo fu costruita nel 1419 ed è unica per la sua particolare forma a conchiglia. È ll luogo dove si corre il palio che si tiene due volte all’anno, il 2 luglio e il 16 agosto. Anche quando non c’è il palio, la piazza è immensa con la Torre del Mangia sovrastante (la seconda piu alta torre dell’Italia) e il Palazzo Pubblico come un punto focale. Vi consiglio di sedervi in piazza all’ombra con un gelato in mano e di immergervi nell’atomsfera della vita senese

2. Un caffè al Key Largo

Se non avete voglia di un gelato, forse un caffè sarebbe meglio. Situato sul lato orientale della piazza, questo bar ha una scala nascosta che vi porta ad una bella terrazza. Prendete il sole, godendo la vista sulla piazza.

3. Il Duomo di Siena (Cattedrale Metropolitana di Santa Maria Assunta)

Dopo una breve salita dalla Piazza del Campo si arriva in Piazza del Duomo. La cattedrale romanicogotica fu costruita tra il 1215 e il 1263 e la sua facciata di marmo bianco è sontuosa. Al prezzo di soli 4€ per entrare, vagate dentro e apprezzate l’architettura bellissima.

4. Il Facciatone

Proprio accanto al Duomo, ci si trova di fronte al Facciatone. Comprate un biglietto alla biglietteria per il Museo dell’Opera e salite le scale del Facciatone (alla fine del museo), e ammirate la bella vista di Siena e sul Duomo.

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5. Orto dei Tolomei

Per chi ha più tempo, questo parco, chiamato ‘Orto dei Tolomei’ si trova proprio nel sud della città. È un luogo amato dagli studenti e offre una bella vista non solo su Siena ma anche sulle colline ondulate toscane. Perfetto per un picnic oppure una pausa dal caos della città.

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6. Le contrade di Siena

 Le contrade di Siena sono i diciassette quartieri storici dentro le mura della città. Ovunque si guardi ci sono segni delle contrade, dalle bandiere alle parate. Tenete gli occhi splancati per scoprire i musei delle contrade che sono spesso aperti.

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7. Un buon gelato

Una giornata in Italia non è completa senza un gelato. Vi consiglio di andare alla Gelateria Nice (Via Pantaneto 152) che è raccomandata dalla popolazione locale oppure alla Gelateria Caribia che è piu vicino a Piazza del Campo.

8. Fortezza Medicea

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Questo antico forte, costruito nel 1500 su ordine del duca di Firenze Cosimo I dei Medici, è un luogo ideale per fare una passeggiata. È uno dei più bei punti panoramici della città e si trova vicino a Piazza Gramsci. Ci sono anche delle panchine all’ombra con una piacevole brezza, perfetto per l’estate.

9. Aperitivo da "Morbidi"

Una buona gastronomia durante la giornata, ma il venerdi e il sabato sera si trasforma in un luogo popolare per l’aperitivo tra i locali. Puoi avere un generoso (e delizioso) buffet e un cocktail per solo €7. Forse il piu buon aperitivo della città.

10. La bella vista da San Domenico

Prima di partire, assicuratevi di andare nella strada accanto alla chiesa di San Domenico per avere una vista spettacolare sulla città.

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Se scegliete di andarci, spero che vi divertiate!

Jessica 

Ponte Vecchio è uno dei ponti più famosi del mondo, attraversato ogni giorno da migliaia di persone. Sono sicura che anche tu hai avuto modo di passarci tante volte durante il tuo soggiorno studio a Firenze o lo farai se verrai in futuro.

La sua storia, naturalmente è molto lunga, ma qui puoi trovare gli episodi più importanti e alcune curiosità.

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1. C’era una volta un ponte di legno

Ponte Vecchio è davvero il ponte più antico di Firenze.

Poco più a monte dell'attuale, in epoca romana, c’era un attraversamento dell’Arno, probabilmente una passerella in legno che permetteva di collegare Firenze all’altra sponda e alla via Cassia, una delle strade nazionali romane, che congiunge Firenze con Roma.

2. Un ponte con tre arcate: la grande novità di Taddeo Gaddi

Più volte danneggiato dalle piene, è completamente distrutto nel 1333 da una delle alluvioni più disastrose della storia.

Taddeo Gaddi, l’architetto che lo ricostruisce intorno al 1345, progetta un ponte innovativo: tre larghe campate a sesto ribassato invece di cinque a tutto sesto come tutti gli altri ponti fino a quel momento. Questa nuova soluzione (è il primo ponte del genere in Europa) permette di dare più spazio al passaggio del fiume che, in caso di piene, porta a valle detriti di ogni genere che in questo modo possono passare meglio sotto i fornici.

A guardia del ponte c’erano in origine quattro torri, ai quattro angoli, ma oggi ne resta solo una, la torre dei Mannelli.

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3. La meridiana

Per ordine del comune, sopra il nuovo ponte di Taddeo Gaddi, è sistemata una meridiana, un orologio solare. Un’iscrizione, impossibile da leggere dal basso, si riferisce all’alluvione del 1333: “Nel trentatre dopo ‘l mille trecento il ponte cadde per diluvio d’acque poi dodici anni, come al Comun piacque, rifatto fu con questo adornamento“

La meridiana è formata da una piccola colonna in marmo bianco, una mezzaluna graduata e l’ago. Non è facile individuarla oggi, ma se sei in mezzo al ponte, dove i negozi si interrompono per formare una piccola piazzetta, puoi guardare verso est e alzare gli occhi: la vedrai sopra una delle botteghe.

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4. Le botteghe dei macellai e dei fruttivendoli

Intorno alla metà del 1400 il governo di Firenze decide di spostare sul ponte il mercato della carne e della verdura in modo da tenere le strade più pulite.

I macellai (o beccai come si diceva al tempo) e i fruttivendoli potevano gettare direttamente in Arno i rifiuti della lavorazione dei prodotti e sono loro che, per avere più spazio, costruiscono le piccole e caratteristiche botteghe sospese sul fiume diventate poi una delle particolarità che hanno reso famoso il ponte.

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5. Il corridoio vasariano e le gioiellerie

Nel 1565, in occasione del matrimonio di Francesco I dei Medici (figlio del Granduca Cosimo I) con Giovanna d’Austria, Giorgio Vasari è incaricato di costruire un corridoio per unire Palazzo Pitti, nuova residenza granducale, con gli Uffizi e Palazzo Vecchio. In questo modo la famiglia Medici poteva spostarsi liberamente e senza correre rischi da una residenza all’altra.

Per realizzare questo percorso aereo, costruito in soli 5 mesi di lavori, Vasari distrugge una delle torri angolari, ma deve cedere al rifiuto della famiglia Mannelli che dice un no secco e si oppone ai Medici e al progetto del loro architetto: come si può vedere infatti, il corridoio gira intorno a alla torre dei Mannelli creando un percorso poco lineare.

Nel 1593, Ferdinando I dei Medici, fratello di Francesco I, decide di sostituire le botteghe dei macellai con quelle dei gioiellieri: non amava infatti percorrere il corridoio e sentire le voci e gli odori del mercato. Da allora il Ponte diventa un luogo molto più elegante e più consono alla nobiltà della famiglia Medici.

Al centro di Ponte Vecchio, il corridoio vasariano presenta una finestra più grande delle altre, che è stata aperta nel 1860 in occasione della visita di Vittorio Emanuele II re d’Italia e non in onore di Hitler come alcuni sostengono (http://www.marcoferri.info/2013/11/24/la-verita-sui-tre-finestroni-centrali-del-vasariano-sul-ponte-vecchio/).

Il corridoio vasariano è parte del percorso museale delle Gellerie degli Uffizi ma attualmente è chiuso per restauro e lavori di adeguamento.

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6. Il monumento a Benvenuto Cellini

Non poteva mancare, sul ponte dove ci sono alcune tra le più belle gioiellerie della città, un monumento a un grande artista, scultore e gioielliere fiorentino del Cinquecento, Benvenuto Cellini (1500-1571).

La sua opera più famosa che tutti possiamo ammirare è il Perseo, sotto la loggia di piazza della Signoria. In Francia, alla corte di Francesco I a Fontainebleu, Cellini realizza la celebre Saliera di Francesco I, un’opera di altissima oreficeria, che è tornata a fare bella mostra di sé al Kunsthistorisches Museum di Vienna, da cui era stata rubata nel 2003.

Al centro del ponte, sulla terrazza panoramica che guarda verso il ponte Santa Trinita, il suo busto è stato realizzato da Raffaele Romanelli nel 1901.

Se ti avvicini puoi notare molti lucchetti con delle scritte a pennarello sulla ringhiera a protezione del monumento. Sono simboli d’amore: le coppie scrivono le loro iniziali, si giurano amore eterno e gettano la chiave nel fiume. Sembra che questa tradizione sia nata proprio a Firenze una ventina di anni fa, con i ragazzi della vicina Accademia militare di San Giorgio alla Costa, ma attenzione, questa usanza è stata vietata dal Comune di Firenze e sono previste multe per chi viene sorpreso a farlo.

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7. Durante la seconda guerra mondiale

Un capitolo importante della storia del ponte è segnato dalla seconda guerra mondiale, soprattutto nella sua fase finale. Nel 1944 infatti, l’esercito tedesco in ritirata, per rallentare l’avanzata degli americani, distrugge tutti i ponti della città. Tutti eccetto ponte Vecchio che si salva grazie all’azione del console tedesco Gerhard Wolf. Il ponte è comunque minato e si decide di far crollare le abitazioni che si trovavano in via Por Santa Maria e in via Guicciardini, le due strade che conducono a Ponte Vecchio: in questo modo l’accesso era impossibile, ma il ponte è rimasto in piedi.

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8. Il 4 novembre 1966

Questa è la data in cui si è verificata l’ultima disastrosa alluvione dell’Arno.

Ti invito a guardare i video e le fotografie che facilmente puoi trovare su internet per capire quale è stata la portata di questo evento e i danni causati alla città e ai suoi abitanti. La forza dell’acqua che invaso il centro storico, sul ponte ha travolto anche le botteghe dei gioiellieri, ma per fortuna, l’opera architettonica di Taddeo Gaddi ha resistito anche a questa prova.

Colgo l’occasione per ringraziare tutte le persone che in quei giorni difficili sono venute a Firenze da ogni parte del mondo per aiutare i fiorentini a ripulire le strade e i monumenti. Gli angeli del fango, così sono chiamati, hanno dimostrato amore per questa città che ha la fortuna di conservare un patrimonio storico artistico di eccezionale valore che appartiene a tutta l’umanità.

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Brenda

È arrivata l’estate!

Fa caldo, il sole splende nel cielo azzurro e la voglia di andare al mare diventa sempre più grande. Così, mentre per le vie del centro storico i turisti stanno come sardine e qualche studente vorrebbe marinare la scuola per stare disteso in piscina o su una spiaggia, ho pensato di aiutarti ad andare a gonfie vele e di spiegarti alcuni modi di dire italiani che hanno origine da un contesto marinaio.

Il linguaggio figurato è una forma di comunicazione rapida che, per la sua capacità di tradurre il contenuto in immagini, prende un valore espressivo maggiore e crea un coinvolgimento anche emotivo. Il significato va oltre quello letterale e queste espressioni sono usate spesso sia in contesti di vita quotidiana che in ambiti specifici come ad esempio nel giornalismo e nella pubblicità.

Essere/stare come sardine

Se ti dico che in alta stagione i turisti a Firenze stanno come sardine intorno ai monumenti, penso che tu possa capire abbastanza bene a cosa mi riferisco. Se hai visto un branco di sardine che nuotano in mare, puoi facilmente associare quell’immagine di pesci ai gruppi di persone che si muovono insieme compatti per le vie del centro!

Capita a volte, nostro malgrado, di stare come sardine anche su un autobus, per esempio, e la sensazione non è mai troppo piacevole.

come sardine

Essere/sentirsi come un pesce fuor d’acqua

E chi non si è mai sentito come un pesce fuor d’acqua? Quando le persone con cui sei hanno modi di pensare o di vivere completamente diversi dai tuoi e non riesci a trovare un punto di comunicazione ad esempio. O forse se vai a una festa che tu credi sia formale e ti trovi ad essere l’unica/l’unico in abito elegante mentre tutti gli altri sono in ciabatte e pantaloni corti (o viceversa, naturalmente).

Essere o sentirsi come un pesce fuor d’acqua significa non sentirsi a proprio agio in una situazione o in un ambiente, così come possiamo immaginare che si senta un pesce quando non è nel suo ambiente naturale.

 

Prendere un granchio

Poiché la perfezione non è di questo mondo, dobbiamo fare sempre attenzione a non prendere un granchio. Tutti possiamo sbagliare e non c’è niente di male. Anzi, prendere un granchio può anche essere una cosa positiva se siamo capaci di imparare dai nostri errori, ammettere di averli fatti e chiedere scusa.

Sembra che l’espressione abbia origine dalla pesca con la canna, perché talvolta può capitare di prendere, al posto di un pesce, un granchio, che si attacca con le chele all’amo.

Mi raccomando: non preoccuparti se prendi un granchio mentre fai un esercizio con le preposizioni, succede a tutti gli studenti!

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Andare a gonfie vele

Quando tutto va come previsto e forse anche meglio, quando la forza del vento soffia dalla parte giusta e ci aiuta con la sua spinta a proseguire il nostro percorso, allora si dice che le cose vanno a gonfie vele.

Così, se il tuo corso di italiano va a gonfie vele significa che stai imparando bene, velocemente e senza problemi!

a gonfie vele

Perdere la bussola

La bussola è uno strumento fondamentale per la navigazione, soprattutto in mare aperto, dove i punti di riferimento vengono a mancare. Si capisce bene allora che quando qualcuno perde la bussola non ha più l’orientamento, non ha più il controllo della situazione e a volte neanche di se stesso.

perdere la bussola

Invertire la rotta

In mare non ci sono strade e la via che una nave percorre si chiama rotta.

Invertire la rotta significa tornare indietro, ripercorrere l’itinerario in direzione opposta. Spesso usiamo questa espressione quando vogliamo dire che ci siamo accorti che le nostre azioni non danno i risultati che ci aspettiamo. Invertire la rotta, o magari correggerla ci può aiutare a trovare una soluzione migliore.

Abbordare

Il bordo di una nave è il suo fianco, quello che la protegge dalle onde e ne permette la navigazione. Si dice a bordo quando siamo sulla nave e fuori bordo quando siamo fuori dalla nave anche se nelle immediate vicinanze.

Quando i pirati assalivano un galeone, puntavano dritto al bordo e abbordavano l’imbarcazione. L’abbordaggio può avvenire anche involontariamente, per un errore di manovre, ma non è mai così in un bar o per strada, se qualcuno si avvicina a te per parlare, conoscerti e poi magari ti chiede il numero di telefono per rivederti. Pare che tra gli uomini italiani ci siano ancora dei pirati, e che siano state avvistate anche delle piratesse!

abbordare

Essere in alto mare

Trovarsi in mezzo al mare senza vedere terra da nessun lato, ecco, questo significa essere in alto mare. Il significato concreto è facile, ma anche quello figurato si può comprendere bene: vuole dire essere ancora molto lontani dal raggiungimento di un obiettivo. In questi casi ci vuole pazienza, costanza e tenacia.

Ogni cosa ha bisogno del suo tempo, e ricordati questo proverbio latino: Roma uno die edificata non est, cioè Roma non è stata costruita  in un giorno.

alto mare

Essere sano come un pesce

Belli i pesci quando nuotano in mare! Vivaci, colorati, veloci: ecco l’immagine che abbiamo di questi animali. Gli antichi pensavano che i pesci non si ammalassero mai e fossero sempre in perfetta salute: da qui viene l’espressione essere sano come un pesce.

pesci sani

Essere muto come un pesce

Nessuno ha mai sentito parlare un pesce. Nuotano, aprono la bocca ma non emettono suoni, o almeno così ci sembra. Ecco perché usiamo questa similitudine per dire che stiamo assolutamente in silenzio.

Marinare

Nei tempi antichi, quando non c’erano i frigoriferi, la conservazione del cibo durante i viaggi era particolarmente importante. Soprattutto per i viaggi in mare, perché potevano passare molti giorni prima di trovare un porto per fare rifornimento. Il verbo marinare sembra che derivi proprio dalla preparazione delle scorte per affrontare il mare: carne o pesce immersi in un liquido a base di aceto e altre spezie che ne permettevano la conservazione, davano un buon sapore e rendevano tutto più morbido e facile da mangiare.

Anche nel linguaggio degli studenti si usa questa espressione, ma con un significato diverso e ironico. Marinare la scuola significa infatti non andare a lezione, non usare un giorno, quindi in un certo senso conservarlo, metterlo da parte.

E tu, hai mai marinato la scuola?

marinata

Essere sulla stessa barca

I naviganti di una stessa barca dividono tutto: il viaggio, il cibo, l’acqua, la fatica, il divertimento, lo spazio, il tempo, le difficoltà. Sono sulla stessa barca, nel bene e nel male e non possono cambiare le cose una volta che la barca è partita.

Essere sulla stessa barca significa proprio essere nella stessa situazione, condividere il momento nel bene e nel male.

E allora, non avere paura a parlare in italiano quando sei classe: tutti gli studenti sono sulla stessa barca e i capitani della scuola ABC sono molto bravi!  

sulla stessa barca

Continua a navigare con noi!

Buona estate

Brenda

 

Firenze si sa, è bellissima! Palazzi, chiese, sculture… l’arte è ovunque, ma se prima di perderti  tra le piccole strade e le piazze della città vuoi dare uno sguardo d’insieme, puoi scegliere uno di questi punti panoramici, o magari anche tutti!

  1. Piazzale Michelangelo

È forse il più famoso della città, meta ogni giorno di centinaia di persone, dai turisti ai fiorentini, alle coppie di sposi che scelgono questo scenario per le loro fotografie.

Realizzato dall’architetto Giuseppe Poggi nel 1869, negli anni in cui Firenze era capitale d’Italia, è una grande terrazza sulla collina sud di Firenze, sopra il quartiere di San Niccolò. È dedicato a Michelangelo Buonarroti e infatti, al centro del piazzale c’è una copia in bronzo del famosissimo David (l’originale è alla Galleria dell’Accademia) con l’Aurora, il Crepuscolo, il Giorno e la Notte, copie di sculture che Michelangelo realizzò per la Sagrestia Nuova della chiesa di San Lorenzo.

Si raggiunge facilmente a piedi dal lungarno. Basta andare a Porta San Niccolò e da lì seguire il percorso pedonale che arriva al Piazzale Michelangelo in 10/15 minuti.

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  1. San Miniato al Monte

Se hai ancora voglia di fare due passi, e te lo consiglio davvero (!) dal piazzale Michelangelo puoi salire a San Miniato al Monte, una delle più belle chiese romaniche della città.

Sali la scalinata della chiesa, ammira la facciata in marmo bianco e verde e poi voltati verso il panorama.

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  1. Giardino delle rose

Mentre torni verso Firenze, puoi fermarti al Giardino delle Rose che si trova sul lato sinistro del Piazzale Michelangelo e offre una vista “profumata” sulla città J

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  1. Cupola di Santa Maria del Fiore

463 sono i gradini che dovrai salire se vuoi goderti il panorama da 91 metri di altezza nel cuore di Firenze.

La cupola è un’opera di architettura unica al mondo, progettata da Filippo Brunelleschi e costruita tra il 1420 e il 1436.

La salita ti darà modo di passare tra le due calotte che costituiscono la struttura e di affacciarti anche all’interno della cattedrale, proprio sotto la grande superficie affrescata da Giorgio Vasari e Federico Zuccari tra il 1572 e il 1579.

Il biglietto d’ingresso costa 15 euro, vale 48 ore e dà diritto all’accesso anche al Campanile di Giotto, al Battistero, alla Cripta di Santa Reparata e al Museo dell’Opera del Duomo.

Per altre informazioni e per prenotare i biglietti www.ilgrandemuseodelduomo.it

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  1. Il campanile di Giotto

Il campanile di Giotto si trova sul lato sud della cattedrale di Santa Maria del Fiore, è alto circa 85 metri e conta 414 scalini.

Iniziato da Giotto nel 1334, e terminato da Francesco Talenti nel 1359, è interamente rivestito di marmi bianchi, verdi e rosa e decorato con bassorilievi e sculture di grande valore artistico (gli originali sono oggi conservati al Museo dell’Opera del duomo).

Il panorama sulla città e sulla cupola è molto suggestivo e potrai apprezzarlo anche dalle finestre che si aprono  lungo i fianchi.

Il biglietto d’ingresso è lo stesso della cupola, ma forse è il caso di fare le due salite in due giorni diversi J

Per altre informazioni www.ilgrandemuseodelduomo.it

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  1. La terrazza della Rinascente

Se vuoi goderti il panorama davanti a qualcosa da bere, ci sono diversi bar con vista.

Uno di questi è quello della Rinascente, in piazza della Repubblica. Basta entrare nel grande magazzino, prendere la scala mobile, salire all’ultimo piano e rilassarsi.

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  1. La terrazza della biblioteca delle Oblate

Uno dei luoghi più frequentati dagli studenti di Firenze è la biblioteca delle Oblate in via dell’Oriuolo. Si trova nell’ex convento trecentesco delle Oblate, monache che si occupavano della cura dei malati. La caffetteria è aperta il lunedì dalle 14 alle 19 e dal martedì al sabato dalle 9 alle 24 e ha una splendida vista sulla cupola del duomo.

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  1. Il caffè del verone: la terrazza del Museo degli Innocenti

Restiamo in tema di terrazze e saliamo su quella del Museo degli Innocenti in piazza Santissima Annunziata. L’edificio, progettato da Filippo Brunelleschi (lo stesso architetto della cupola del duomo) per accogliere e curare i bambini abbandonati, ospita oggi un museo molto interessante e poco frequentato che ripercorre la storia dell’istituzione e espone un buon numero di importanti opere d’arte. Per salire al caffè non è necessario visitare il museo ed è aperto tutti i giorni dalle 10 alle 19.

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  1. Il giardino Bardini

Si entra per una porta in via dei Bardi 1rosso, si paga il biglietto (che vale anche per il giardino di Boboli) e si inizia una passeggiata panoramica nel verde ma al tempo stesso nel cuore della città. È un’esperienza unica, soprattutto in aprile, quando fiorisce il glicine. Nel punto più alto della collina che ospita il giardino, c’è un piccolo caffè con vista su Firenze.

Esplora i piccoli viali, scopri il canale del drago, vai verso villa Bardini (sede della Fondazione Capucci, del Museo Annigoni e di esposizioni temporanee), godi il panorama anche da questo lato e poi esci su Costa San Giorgio e vai verso il Forte Belvedere: in questo modo puoi continuare l’itinerario fino al giardino di Boboli.

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  1. Il Forte Belvedere

Il Forte Belvedere si trova sul punto più alto della collina di Boboli. Fu progettato da Bernardo Buontalenti per il Granduca Ferdinando I de’Medici a difesa della città dalle invasioni esterne, e della famiglia da eventuali ribellioni antimedicee dei fiorentini. Con Ferdinando I si era completato il trasferimento della corte granducale a Palazzo Pitti e il Forte fa parte della cerchia muraria trecentesca da un lato ma si trova anche all’interno del giardino di Boboli, ed era quindi facilmente raggiungibile in caso di pericolo.

È un punto panoramico molto famoso e suggestivo. È aperto solo in estate in occasione di mostre temporanee o eventi.

Nel link trovi le informazioni sulle aperture e le mostre in corso http://museicivicifiorentini.comune.fi.it/fortebelvedere/

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  1. Il giardino di Boboli

Dal Forte Belvedere puoi scendere al giardino di Boboli dove si possono ammirare ancora dei punti panoramici, in particolare dalla Kaffehaus e dal giardino del Cavaliere dove potrai visitare anche il museo delle Porcellane.

Boboli è il primo esempio di giardino all’italiana, 45 ettari di parco con viali alberati, sculture e fontane, voluto dalla famiglia Medici e realizzato a partire dalla seconda metà del Cinquecento. Si può entrare anche da piazza Pitti.

Per informazioni su orari e biglietti http://www.uffizi.it/index.php?it/238/il-giardino-di-boboli

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  1. I Camminamenti di Ronda di Palazzo Vecchio

Siamo di nuovo nel cuore della città e di nuovo potrai avere una vista a 360 gradi sui monumenti del centro storico.

Palazzo Vecchio, sede del municipio di Firenze, è in parte anche museo e ti consiglio di visitarlo. Il Salone dei Cinquecento è impressionante e dalle finestre della Sala dell’Udienza e della Sala dei Gigli puoi vedere già un bello scorcio della cupola del duomo. Ma il panorama più bello si gode dai camminamenti di Ronda, nati, anche questi, a scopo difensivo: qui stavano le guardie a controllare che nessuno si avvicinasse al palazzo del governo con intenzioni bellicose. Particolarmente interessante è la vista notturna: da aprile a settembre Palazzo Vecchio è aperto anche la sera e, se vuoi, puoi anche salire sulla Torre di Arnolfo.

Informazioni per costi e orari nel link http://museicivicifiorentini.comune.fi.it/palazzovecchio/informazioni.html

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  1. Fiesole

Se non ne hai ancora abbastanza, puoi andare in piazza San Marco, prendere l’autobus numero 7 (il biglietto è in vendita in bar e tabaccherie) fino a Fiesole (ultima fermata dell’autobus).

Dalla piazza del paese puoi salire a piedi fino alla terrazza panoramica o ancora più su al piccolo convento di San Francesco. Da qui puoi vedere tutta la valle di Firenze, con il fiume e le colline che la circondano.

Altre suggestive viste sulla città si aprono tra gli alberi del parco di Montececeri, (circa 20 minuti a piedi dalla piazza di Fiesole) dove oltre alla natura e al panorama, puoi vedere anche le cave di pietra che gli scultori fiorentini usavano per le loro opere d’arte. Una curiosità: dal parco di Montececeri Leonardo da Vinci nel 1506 fece le prime prove della sua macchina volante, usando i pendii come trampolino di lancio e grazie al coraggio di Tommaso Masini che si lanciò nel vuoto volando per oltre mille metri!

Il parco è sempre aperto e a ingresso gratuito. Altre informazioni e percorsi nel link http://www.provincia.fi.it/sentieri/scheda/area/apfi01/?cHash=039e4e90e1da15e4d3a8db9dc316df5c

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Bene, questi sono “solo” 13 punti panoramici ma ce ne sono altri, naturalmente! Ti aspettiamo a Firenze per scoprirli insieme.

Brenda

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